La vera immagine della città di Maglie
Un qualche benessere al cittadino può essere assicurato anche da una corretta fruizione dello spazio urbano, che oltre ad assicurare una funzionale abitabilità può, nei casi migliori, offrire un rapporto di confortevole piacere. Tal’è lo spazio “familiare”, lo spazio conosciuto, che consente di stabilire legami mentali, ripensamenti ed equilibri dell’essere nel presente. Questo rapporto tanto più è vero quanto più l’urbanistica assicura e facilita la fruizione dei contenuti visivi dello spazio storico, monumentale ed estetico della città, fatto che certamente non può essere detto di Maglie. La percezione della città è ormai affidata unicamente ai percorsi consentiti agli autoveicoli che sono ormai preponderanti su altri tipi di mobilità urbana. L’abitudine a fruire dello spazio urbano secondo le norme di circolazione degli autoveicoli (divieti di accesso, d’inversione, ecc.) ha portato, da diversi decenni, ad una percezione secondo percorsi visivi frammentari, specie se si parla del centro storico. E’ il caso dell’asse viario principale della città, l’antica “via di mezzo”, oggi via Roma, che potrebbe restituire ancora la vera immagine della città se la si percorresse entrando in centro da Nord, un percorso ormai inconsueto e quasi sconosciuto ai più, cittadini e non.
Ci limitiamo qui brevemente a leggerne lo spazio, enumerando i luoghi essenziali che ne strutturano l’articolazione e che orientano l’attraversamento della città: da nord all’inizio è la maestosa Colonna con in cima la scultura della Madonna delle Grazie che accoglie il visitatore, proseguendo il percorso l’attenzione è focalizzata sulla facciata principale del Duomo, visibile di tre quarti, dando così efficace risalto al suo impianto barocco sinusoidale, e continuando attraverso l’ultimo tratto di via Roma, l’antica Via di Mezzo, rettificata all’inizio dell’ottocento per renderla più agibile e offrire una più ampia visuale, tra le quinte stradali, della Piazza A. Moro, e del Palazzo Municipale, d’impianto neoclassico su un’eccezionale partizione “aurea” del prospetto, e infine il polo visivo ricade sul Monumento a Francesca Capace, che prospetta verso la stessa via Roma accogliendo il visitatore.



Bravissimo prof! Complimenti anche per l’articolo, oltre che per l’inserimento!