Il Palazzo baronale “Francesca Capece” – Maglie (Lecce)

L’attuale Palazzo “F. Capece”, sede del Liceo Classico Statale, è l’ultima fase di diverse trasformazioni di una complessa fabbrica che risale all’impianto antico di un maniero angioino dei Lubelli di cui si ha notizia intorno alla metà del XV sec. . Un castello di non grandi dimensioni con grande cortile e magazzini che garantivano la completa autonomia e resistenza agli assedi; dotato di modeste opere difensive e di tre torri: una circolare a S.O. detta di S. Eligio dove oggi ha inizio “Via del Ginnasio”, una quadrata a S.E. e l’altra pure quadrata di maggiori dimensioni a N.O. con una casamatta di forma quadra a N.E.; quest’ultima alta torre quadrata e casamatta con la guarnigione militare e carcere, si affacciavano sulla strada detta “Lo Galera”, oggi “Via F. Capece”.
Fu residenza dei vari feudatari magliesi (Lubelli, Maresgallo, Anna Carreras Y Eryl, Nicola Prato) e fino al 1710 non risultano sostanziali modifiche. Nel 1711 il duca della Torre don Ascanio Filomarino compra il feudo e il castello di cui dà inizio a rilevanti lavori di ristrutturazione e ammodernamento sia per prestigio ma soprattutto per ragioni statiche, per farne un palazzo signorile secondo la moda dell’epoca abbattendo l’austera mole del castello, peraltro in rovina, e sostituendola con una facciata a impianto misurato e simmetrico. Così tra il 1711 e il 1713, demolite le torri del vecchio castello rimasero le fondamenta, le scuderie, il tardo cinquecentesco scalone interno, che porta al primo piano, con portale ad arco di grosse bugne, sopra la chiave incastona l’araldico scudo con il leone dei Capece; sul lato Nord furono recuperati la casamatta, l’angolo turrito e il carcere criminale, portato alla luce nel 2000 in seguito a lavori di ristrutturazione.
Nel 1724 il feudo di Maglie e il palazzo passò nelle mani dei Capece e sul finire della prima metà del 700 sono realizzati, probabilmente per opera di Emanuele Manieri, la maestosa macchina decorativa tardo barocca del portale, recante nella parte più alta l’araldico scudo lapideo (il leone rampante dei Capece che volge il dorso all’aquila coronata dei Castriota-Scanderberg) e una balaustra a giorno dalle linee eleganti che conclude e corona il lungo ed euritmico prospetto. In questo stesso periodo, nel 1730-40 circa, è costruito quasi in continuità del prospetto il palazzo del Municipio delineando così l’ampia area dell’attuale piazza A. Moro (già del Municipio).
Nella seconda metà dell’ottocento, alle esigenze logistiche della stessa piazza, chiusa dalla parte Est dai due prospetti per una lunghezza di oltre 120 metri, si fa risalire la necessità che portò all’amputazione della facciata del palazzo “Capece” con l’apertura di “Via del Ginnasio”, interrompendo così la continuità longitudinale della piazza e ampliando il palazzo Capece, lungo la stessa via, con la costruzione al piano terra e al primo piano delle aule ginnasiali.
Nel 1888 sul lato Nord del prospetto è aggiunta con urgenza una fascia di ampliamento a rinfianco delle vecchie e fatiscenti mura del castello. In facciata l’ultima finestra a Nord risulta cieca per la necessità di realizzare le aule del convitto al piano terra più alte dei preesistenti vani adibiti a stalle e magazzini del castello.

Lo storico edificio ora è sede del Liceo Classico intitolato alla duchessa Francesca Capece che, nel 1843 con la donazione dei suoi beni alla Compagnia di Gesù, volle dare impulso all’istruzione Magliese. I Gesuiti istituirono dapprima classi preparatorie e successivamente avviarono corsi di preparazione secondaria.
Nel 1860 la Compagnia fu espulsa e i beni del Capece incamerati dallo Stato.
Dopo un breve periodo d’interruzione, nel 1863 le scuole riaprirono con l’istituzione di un Ginnasio comunale con annesso convitto, registrando subito un buon incremento, tanto che i convittori passarono dai 19 iniziali a 43 e gli alunni esterni superarono il centinaio. Otto anni dopo, il 6 ottobre 1871, i beni passarono al comune con l’obbligo di mantenere le classi del Ginnasio e le due classi elementari superiori.
Nel 1881, con la direzione del ginnasio-convitto di Pietro Pellizzari, apre la scuola serale e domenicale di disegno con 30 alunni rapidamente incrementata a 65 alunni e denominata Scuola D’Arte applicata all’Industria dando così un fondamentale impulso a questo settore formativo.
Con il Decreto Ministeriale del 10 gennaio 1877 si ottenne il pareggiamento del Ginnasio, che da allora diventò uno dei maggiori centri di formazione del Salento. Con l’anno scolastico 1888/1889 si aprì la Prima classe del Liceo, con 21 alunni, di cui 10 convittori. Finalmente con Regio Decreto del 30 settembre 1907 anche al Liceo fu riconosciuto il pareggiamento.

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