I luoghi, la memoria, l’immagine di una città: Maglie

Identità della città di Maglie, Salento, Liceo CapeceL’iniziativa in corso nell’atrio del Palazzo Baronale F. Capece (dal 5 fino al 26 agosto 2012, h. 19,30-22,30), intende svelare, attraverso un percorso di materiali grafici, audiovisivi e il diretto accesso alle sale del ‘600  dell’antico castello, poi Palazzo F. Capace, alcuni aspetti dell’identità di Maglie.

Un tracciato sul pavimento guida i visitatori in tre diverse aree espositive:

L’Area “IMMAGINE “ tratta il tema della città nella sua accezione di icona riflessa, segno di una conoscenza collettiva comune, persistente e anche indipendente dalla realtà. Qui l’audiovisivo “L’IDENTITA” mette in luce, con una sequenza animata d’immagini e testi, la storica direttrice urbana di via Roma quale ingresso e attraversamento di Maglie, peraltro già testimoniata dalla settecentesca incisione di J. L. Desprez e dal successo di questa veduta urbana riprodotta sulle porcellane vittoriane inglesi, Flow Blue, ormai diffuse in tutto l’Occidente. Un percorso visivo fondamentale dello sviluppo lineare urbano della città e dei monumenti che lo contrassegnano, ma oggi dimenticato principalmente a causa della logistica viaria odierna che ne consente la percorrenza unicamente nel senso inverso. In questa sezione della mostra è anche proposto l’audiovisivo che descrive la trasformazione spaziale della piazza A. Moro e del Palazzo F. Capece a partire dall’attuale configurazione (video Prasadesign-Maglie e Laboratorio di Storia dell’Arte, prof. C. Caroppo, indir. Scientifico F. Capece)

Nell’Area espositiva “LA MEMORIA” la mostra ospita l’audiovisivo “PALINSESTI DAL CARCERE” di G. Raimondi: un archivio visivo affascinante e misterioso che raccoglie i graffiti di 30 carceri italiane del 1400 fino ai primi del 1900, dalla Sicilia alla Lombardia, dalla Puglia alla Liguria, animati intorno ai temi principali del “tempo”, “l’identità” e “l’evasione” e reinterpretati con la loro viva voce dagli attori della compagnia teatrale e.s.t.i.a. detenuti nel penitenziario di Bollate. In questa stessa area è anche proposta una video-edizione del volumetto “TRACCE” pubblicato nel 2003 in occasione della prima mostra dei “Graffiti del ‘600 al Palazzo Baronale F.Capece” (Prasadesign-Maglie).

La mostra si conclude nell’Area “I LUOGHI” con la visita di una stanza del vecchio castello adibita a carcere nel 1600,  oggi interclusa nelle sale del piano terra del Palazzo Capece; un contatto diretto visivo e fisico con questo ambiente che emana ancora oggi, con l’enorme mole di segni “graffiti” sui muri, disperazione, speranza e amore per la vita. I graffiti senza soluzione di continuità ricoprono circa 50 metri quadri delle mura, sovrapposti e realizzati spesso a più mani, raffigurano torture ai piedi e alle mani, galeoni che ricordano la condanna ai remi, segni di devozione religiosa, figure demoniache, attestazioni d’innocenza, emblemi e simboli, date, nomi propri, animali, confessione di reati, detti e frasi sentenziose.

I materiali proposti sono stati al centro dell’attività formativa dell’Indirizzo Scientifico, riprendendo studi elaborati da una pratica didattica di formazione culturale sull’ambiente già sperimentata (dal 1984 al 2000) nell’Indirizzo Artistico Sperimentale di questo stesso Liceo.

L’iniziativa è stata organizzata dalla Fondazione Francesca Capece con la Direzione Artistica di Carmelo Caroppo.[flagallery gid=21]

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